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Associazione Italiana Assistenza Spastici "Arco Felice" Bando per la selezione di volontari da impiegare in progetti di servizio civile |
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ASSOCIAZIONE ACCREDITATA S.S.N. |
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SCHEDA DI PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI ENTE 1.(Ente di coordinamento proponente il progetto): A.I.A.S. Nazionale (Associazione Italiana Assistenza agli Spastici)
2. (indirizzo,numero di telefono, sito internet, e-mail): Via Cipro, 4/h – 00136 Roma. Web: .......... e-mail: aiasnazionale@tiscali.it
3.(titolare di progetto): A.I.A.S. ONLUS “Arco Felice” – Via Marechiaro, 69/70 – 80123 Napoli - Web: www.aiasnapoli.it e-mail: info@aiasnapoli.it
PROGETTO 4. (Titolo del Progetto): “Libero tempo libero: solidarietà per un’autonomia sorridente” (Progetto di assistenza e tutoraggio ai disabili e alle loro famiglie)
5. (Tipologia del Progetto): Trattasi di progetto FINALIZZATO, inserito nell’ambito delle attività dell’ente volte a nuove sperimentazioni per una ottimizzazione dei percorsi di riabilitazione e integrazione del disabile e della sua famiglia.
6.(Ambito/Settore e area di intervento del progetto con relativa codifica): Ambito primario è quello dell’ASSISTENZA; l’area d’intervento quella riferita ai DISABILI e alle loro famiglie (A 06). L’idea è comunque quella di un’assistenza integrata, come specificato oltre.
7.(Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto...): La Sezione A.I.A.S. ONLUS “Arco Felice”, come altre volte comunicato, ha lunga storia nelle attività nazionali dell’Associazione e in quelle regionali campane. Sorta nel 1972 per volere di un gruppo di genitori di disabili, gestisce Centri di riabilitazione in Napoli, Casoria, Vico Equense, che attualmente sono frequentati da circa 1000 utenti. Le realtà territoriali di appartenenza sono relative ad un’alta densità di popolazione: Il Centro di Napoli Marechiaro ha come referente la ASL NA 1 e una presenza di un milione e mezzo di abitanti ( si tratta della Azienda Sanitaria più vasta d’Europa), tanto che, per scelta dell’utenza, provengono richieste anche dalla ASL NA 2 e ASL NA 4. Il Centro di Casoria, convenzionato con la ASL NA 3, è riferita ad un territorio di 350.000 abitanti nell’hinterland napoletano, con alto grado di disoccupazione e delinquenza minorile e alta percentuale di disabili e invalidi civile. Il Centro di Vico Equense, riferito alla ASL NA 5, copre un’utenza che comprende tutta la penisola sorrentina, con 200.000 abitanti. In questo vasto territorio, il nostro Osservatorio fa registrare bisogni non sempre possibili da soddisfare, anche se si prova a rispondere alle richieste in tutti i modi a noi possibili. Nel tempo, ha visto diversificare, ampliare e ottimizzare sempre più le proprie attività, seguendo nel contempo (spesso anticipando) culture e spunti nuovi che riguardano la realtà dell’ handicap; sperimentando modalità e strategie di aiuto e stimolo non solo ai diversamente abili ma anche alle loro famiglie e agli operatori specializzati che se ne occupano. Un buon lavoro, infatti, prevede una formazione costante del personale che, nel caso specifico, segue con regolarità corsi regionali di aggiornamento di tecniche e temi clinico-riabilitativi. Dal 1987 la Sezione si occupa inoltre di formazione e aggiornamento di insegnanti di sostegno e dal 2000, in convenzione con gli Istituti Universitari “Suor Orsola Benincasa” e “Federico II” di Napoli, ha attivato formazione specialistica per le tematiche educative e psicologiche collegate all’area clinica, medica, all’ handicap e al disagio. L’idea che sottende l’impegno, infatti, è quella di un approccio globale e olistico alla persona, quindi al contesto di vita e all’ecosistema nel quale il soggetto disabile è inserito. Le famiglie, per precisa scelta culturale, sono state sempre accolte e viste come co-terapeute nel discorso educativo e riabilitativo del proprio figlio. Per questo motivo, personale specializzato (psicologi; psicopedagogisti; mediatori familiari ed assistenti sociali) hanno attivato uno spazio di ascolto per orientamenti e consulenze che riguardano non solo le problematiche specifiche dell’utente ma anche tutto ciò che nel percorso di storia familiare può creare disagio e difficoltà. Spesso, negli anni di esperienza, si è avuto modo di constatare che uno dei nodi principali delle famiglie è relativo al bisogno di un’autonomia maggiore dei figli e di una qualità di vita migliore, che nel contempo permetta ai genitori di conservare spazi per la coppia e per esigenze individuali. Usufruendo da 6 anni di volontari del servizio civile addetti all’assistenza, si è verificato che nel rapporto con i giovani utenti, una figura di “giovane volontario” (e quindi motivato), è utile all’instaurazione di un rapporto significativo, che offra uno spazio di dialogo e di stimolo al di là del rapporto di aiuto materiale. E’ capitato inoltre che anche i genitori si siano “serviti” dell’aiuto offerto dai volontari per uno scambio di idee e di confronto, ed è capitato che il rapporto sia continuato al di là del tempo regolamentare e in altri contesti, e il legame tra utente e volontario sia sfociato in amicizia e solidarietà.
MOTIVAZIONE DELLA VOLONTA’ DI ALLARGAMENTO PROGETTUALE Tutto quanto affermato, che costituisce il nucleo portante del nostro modo di intendere la riabilitazione in senso lato e il senso del nostro impegno, è stato ulteriormente supportato dalle esperienze agite nella fase iniziale del Progetto da Loro autorizzato, di imminente avvio. Nei momenti di valutazione dei candidati, ci è stata offerta l’opportunità di confrontarci con motivazioni e vissuti esperienziali di giovani, molti dei quali già da tempo sono attivi nel campo. Si tratta per lo più di ragazzi universitari che cercano/trovano, nel volontariato, motivo e modo di impegnarsi in attività che diano senso alla voglia di scoprire e conoscersi, di riscoprire e affermare valori, nonostante i “disastri” ambientali e culturali che oggi si vivono. Un modo, insomma, per contrastare il pessimismo del vivere e non cadere nella trappola del “tanto, non c’è niente da fare!”. Ci ha molto colpito questa volontà, che trova, nell’equipe dell’A.I.A.S., riscontri e spazi di altrettanta espressione. Per i giovani volontari, insomma, ci pare sia una significativa possibilità di formazione anche personale il cui spirito condividiamo appieno. Motivati, ottimisti, in forte espressione di intelligenza emozionale, hanno trasferito anche al team nuove energie, non inquinate da stanchezze né da barriere mentali che talvolta fanno “cadere” l’entusiasmo degli adulti. Ancora, gli incontri in team nei Centri dei tre Comuni e tra i team e i genitori, già avviati per la socializzazione del Progetto, ha fatto rilevare un forte bisogno di quanto da noi ipotizzato nel programma da attivare. Ciò che manca –come emerso dai colloqui familiari- è un coordinamento degli interventi che sono in atto con i giovani utenti, insieme alle possibilità di trovare un senso al tanto tempo libero dei ragazzi disabili, per lo più “affidati” al televisore per mancanza di altri stimoli e spesso della reale possibilità del genitore di offrirgli altro (per necessità lavorative, stanchezza fisica, stanchezza emotiva, solitudine….). L’idea di giovani volontari che si occuperanno dei loro ragazzi, non solo assistendoli ma creando con loro dialogo ed animato tempo libero, è stata accolta con entusiasmo dai genitori. Le esperienze pregresse, anche dei volontari, fanno rilevare che spesso, anche nei nuclei familiari qualcosa cambia e migliora, con l’ingresso di “forze nuove”, apportando miglioramenti a tutto il sistema. Queste consapevolezze ci inducono a presentare l’idea, che, ferma restando la volontà di assistenza integrata, dia significativo spazio all’animazione del TEMPO LIBERO dei ragazzi utenti.
8.(Obiettivi del progetto): q tutorare il tempo libero dei disabili con opportune attività di animazione ed uscite, in un percorso programmato con gli operatori della riabilitazione, in base a realtà ed esigenze specifiche q fornire al disabile adeguata assistenza personale in tutti gli ambiti della self-care, in contesti domiciliari, riabilitativi ed extra moenia q fornire alle famiglie spazi e tempi di rilassamento e tempo libero, aiutando nel disbrigo di faccende e prendendosi cura del figlio disabile q favorire la cultura della solidarietà sociale e della cooperazione q favorire la formazione dei giovani verso percorsi solidali e cooperativi
OBIETTIVI E VERIFICHE SU BASE ANNUA
· avvio del progetto e sua socializzazione agli enti territoriali · organizzazione di attività e progettualità con accordi di programma e protocolli d’intesa con altri enti territoriali · creazione di un modello procedurale condiviso e replicabile A partire, cioè dal modello proposto, le verifiche e le valutazioni a cura dell’equipe multidisciplinare, in accordo con i referenti esterni zonali (specifica scheda sarà approntata), condurranno alla creazione di un modello definitivo e replicabile.
9. (Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca...): L’IDEA L’idea prevede la presenza presso le strutture riabilitative gestite dalla Sezione di volontari addetti sia all’assistenza in sede (uscire dall’auto, raggiungere la stanza di terapia, utilizzare servizi igienici...) che al tutoraggio domiciliare, intendendo con questo termine non solo l’aiuto nella soddisfazione dei bisogni primari in casa, ma anche in quelli secondari relativi al tempo libero (passeggiate, animazione, attività ludiche ...), all’interno di un progetto in rete che vede coinvolte tutte le realtà e gli interventi che ruotano intorno al disabile, in un percorso individualizzato e ad hoc per ogni situazione. Ci pare che il progetto, che è sperimentale, venga incontro alle esigenze da più parti avvertite dei disabili e delle loro famiglie, fornendo inoltre supporto all’idea riabilitativa globale che abbiamo da sempre fatto nostra.
TARGET Utenti dei centri di riabilitazione gestiti dalla Sezione e loro famiglie, su proposta dell’equipe multidisciplinare, in accordo con altri servizi di zona (Servizi sociali, scuole, associazioni...). Si prevede un impegno di 18 volontari in totale, così suddivisi: 7 presso il Centro di Napoli; 7 presso il Centro di Casoria; 4 presso il Centro di Vico Equense. La diversificazione numerica nasce sia dalla quantità dell’utenza per ogni Centro (n° 300 in Napoli; n° 300 in Casoria; n° 150 in Vico Equense), sia per la tipologia di cultura territoriale esistente in ogni Comune. Ognuno dei volontari ha in carico max 3 disabili, per un totale di 54.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO Il Progetto si articola in steps: q presentazione e socializzazione del progetto all’equipe multidisciplinare dei Centri q formazione dei volontari q presentazione e socializzazione del progetto e dei volontari alle famiglie q scelta e valutazione dei casi proponibili per il progetto (in equipe) q attribuzione dei casi (max 3 per ogni volontario) da parte del responsabile del progetto, previa riunione e valutazione dell’equipe q presentazione approfondita dei casi (in equipe) q scelta del percorso individualizzato proponibile q colloquio con le singole famiglie per la presentazione della proposta e l’accoglienza dei bisogni espressi q conoscenza personale del disabile q avvio del percorso q verifica trimestrale dell’andamento progettuale (in equipe), in riferimento a: 1. stili di relazione 2. soddisfazione dell’utente 3. soddisfazione genitoriale 4. risultati raggiunti q verifica e relazione finale (a cura dell’equipe) q in itinere, eventuale raccordo in rete con altre istituzioni che hanno in carico l’utente (palestre, piscine, volontariato cattolico...) q in itinere, raccordo in rete con le altre Sezioni A.I.A.S. che attivano similare progetto per scambi di esperienze q creazione di un modello replicabile da utilizzare in altri contesti associativi e non q pubblicizzazione dell’esperienza in via telematica (proprio sito internet) e sul giornale nazionale dell’Associazione
PERSONALE IMPIEGATO DALL’ENTE L’ente rende disponibile per il progetto la propria equipe multidisciplinare, così composta:
RUOLO DEI VOLONTARI I volontari in servizio presso le sedi avranno compiti in riferimento alle situazioni specifiche ipotizzate e alle competenze e attitudini possedute, tra le quali: · assistenza ai disabili negli spostamenti · animazione del tempo libero (uscite, visite guidate, attività) · mediatori di informazioni tra operatori · servizi di segreteria · affiancamento nelle situazioni di animazione organizzate dal Centro
10.(Eventuale validazione del progetto da parte di ente pubblico competente per materia): NO
11.(Durata del progetto): Si prevede durata annuale del progetto. Ogni volontario è attivo per 30 ore, suddivisibili in contesti domiciliari e non secondariamente al percorso individualizzato previsto dall’equipe multidisciplinare del Centro di riabilitazione.
12.(Data di avvio del progetto): Il progetto è avviabile nel primo semestre del 2004, il giorno 1 del mese successivo ai tempi previsti nel bando del 1° aprile 2003
13. 14.(Sedi di realizzazione del progetto e indirizzi): La Sede per la rielaborazione dei dati e la raccolta di materiale per pubblicizzazione e divulgazione è quella centrale, in Napoli, ma le attività si realizzeranno in tutte e tre le sedi operative: 1. Centro A.I.A.S. - Via Marechiaro, 69/70 – Napoli (7 volontari) 2. Centro A.I.A.S. - Via Giovanni Amato, 44 – Casoria (7 volontari) 3. Centro A.I.A.S. - Via Nicotera, 118 – Vico Equense (4 volontari) Presso le sedi, si organizzeranno poi visite domiciliari ed extra moenia, come descritto.
15.(Telefono, e-mail, fax ed eventuali siti internet delle sedi): Sede di Napoli: Tel. 0815757571 - Fax: 0815754076; Web: www.aiasnapoli.it e-mail: info@aiasnapoli.it
16.(Responsabile del progetto ed altro personale di riferimento): Dott. Remo Del Genio, Presidente della sezione A.I.A.S. ONLUS “Arco Felice” di Napoli, reperibile presso la sede, al numero 0815751778 In assenza, Direttore Amministrativo, reperibile presso la sede
17.(Numero dei volontari da impiegare nel progetto):
Il numero totale dei volontari è di 18 unità, suddivisi nei tre Centri (7 Napoli - 7 Casoria - 4 Vico Equense)
18. (Numero posti con vitto e alloggio): 0
19.(Numero posti senza vitto e alloggio): 0
20.(Numero posti con solo vitto): 18
Si rende necessario fornire i pasti perché i volontari avranno percorsi e tempi flessibili, con spostamenti in zone diverse, anche lontane tra loro, per recarsi a casa delle famiglie a loro affidate.
21.( Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo): Si prevede un impegno di 30 ore settimanali per ogni volontario
22.(Giorni di servizio a settimana dei volontari): Si prevede un impegno dal lunedi al venerdi, per 6 ore giornaliere, nella fascia oraria dalle ore 8.00 alle 19.00
23.(Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio): Flessibilità oraria, secondariamente alle attività del progetto
24.(Eventuali crediti formativi ed altri benefici per i volontari previsti dal progetto.....): q credito formativo per i giovani iscritti a Corsi di Laurea in Scienze umane e socio-educative q formazione specifica (v. II Parte) q formazione personale tutorata
25. (Strumenti e modalità di pubblicizzazione del progetto): Il progetto sarà pubblicizzato attraverso il sito internet dell’ente; tramite affissione agli Albi dei Centri; locandine distribuite negli spazi comunali devoluti ai giovani (“Informagiovani”); assessorati comunali
26. (Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari): In caso di maggiori richieste rispetto alle possibilità di accoglienza, si procederà ad una valutazione qualitativa e quantitativa di competenze e attitudini tramite prove scritte appositamente strutturate con l’ausilio dei team dell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”, Facoltà di Scienze dell’Educazione, con il quale l’ente ha rapporti di convenzione
27. (Piano di monitoraggio interno per la valutazione sia dei risultati del progetto, che per la valutazione dell’apprendimento e della crescita da assicurare ai volontari): Il monitoraggio per la valutazione del processo interno al progetto, sarà effettuato tramite schede atte a fornire dati qualitativi e quantitativi appositamente strutturate dal team dell’ente. Per ciò che attiene al monitoraggio della crescita umana e professionale dei volontari, si rimanda alla II Parte (Formazione e addestramento)
RISORSE 28. (Eventuali requisiti richiesti ai candidati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla L.6 marzo 2001, n.64): I volontari utilizzati per il Progetto devono essere in possesso del Diploma di licenza media superiore; patente di guida; conoscenze di base del mezzo informatico. Si richiedono inoltre attitudine alle relazioni umane e spinta motivazionale al servizio di volontariato.
29.( Eventuali risorse finanziarie destinate al progetto da parte dell’ente): L’ente si riserva di noleggiare a proprie spese eventuali attrezzature che dovessero essere utili all’attuazione del progetto.
30.( Eventuale cofinanziamento del progetto da parte di altri soggetti): No
31.( Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto): Computer (internet); fax; stampante; cinepresa; macchina fotografica; videocamera. L’ente dispone delle risorse indicate.
PARTE SECONDA Formazione e addestramento
Formazione generale e specifica dei volontari
Sedi di realizzazione: Ognuna delle sedi specifiche di attivazione del progetto (Centri di Napoli, Casoria, Vico Equense) sarà sede formativa per i volontari, data la necessità di tener conto delle diverse realtà ambientali ed umane esistenti nei diversi Comuni.
Modalità di attuazione: In proprio presso l’ente. Preposti alla formazione, membri dell’equipe multidisciplinare di ogni Centro; responsabili del D.S. territoriale; docenti universitari degli Istituti convenzionati con la Sezione. La formazione e le esperienze prevedono scambi e incontri con le principali realtà pubbliche e del privato sociale esistenti sui territori; scuole ed associazionismo specifico del terzo settore.
Obiettivi: fornire ai volontari: q conoscenze e competenze circa nursering di base q conoscenze e competenze su ausili, protesi e ortesi q conoscenze generali circa il campo delle disabilità q abilità sul piano relazionale q tecniche di animazione q capacità di saldare esigenze culturali-ambientali e operatività, contenuti teorici e aspetti applicativi
Risorse formative: Si propongono come risorse formative, operatori dell’equipe multidisciplinare: q medico specialista in neuropsichiatria infantile q psicologo q assistente sociale q educatori q animatore di comunità q terapisti
Come portatori di esperienze e realtà territoriali: q operatori del D.S. q operatori di enti pubblici e del privato sociale
Come esperti e ricercatori: q docenti del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione degli Istituti universitari convenzionati con l’Ente
Durata e modalità di svolgimento: La durata della formazione è di 50 ore totali; 15 di pratica e 35 di teoria. Questa è suddivisa in 7 moduli di 5 ore, per 7 giorni consecutivi.
Contenuti teorici (35 ore): q elementi generali di patologie disabilitanti q nursering di base q definizioni di primo soccorso q mobilitazione e trasporto della persona q i mezzi per la deambulazione q assistenza nella deambulazione q igiene del disabile q il disabile e la famiglia q ascolto attivo e assertività q l’intelligenza emozionale nella relazione di aiuto q ascolto come counseling q community care e lavoro sociale in rete q animazione e animazione sociale q giochi specifici per l’animazione ai disabili
Tirocinio (15 ore): Si prevede un tirocinio presso il Centro di attivazione del Progetto, guidato da terapisti e assistenti di base, che consenta ai volontari di visionare tecniche e strategie.
Risorse finanziarie investite: Tutte le spese per la formazione e le convenzioni con gli Istituti universitari sono a carico dell’ente.
Monitoraggio e verifica dei risultati della formazione: Le verifiche, da intendersi come analisi del processo in corso, saranno attivate in ingresso (analisi del bisogno formativo); in itinere (analisi del processo) e in uscita (analisi dei risultati). Gli indicatori utilizzati: q frequenza e partecipazione q motivazione rilevata q capacità di progettare soluzioni q capacità di utilizzare competenze acquisite in situazioni reali q capacità di lettura dei contesti relazionali
Formazione dei responsabili
Sede di realizzazione Il responsabile del Progetto, ampiamente formato sulle problematiche della disabilità, in quanto Presidente della Sezione dal 1980 e Presidente dell’Associazione Nazionale dal 1991 al 1993, seguirà specifico percorso formativo ed autoformativo nelle varie sedi di attuazione.
Modalità di attuazione: In proprio, presso l’ente
Obiettivi: Gli obiettivi della formazione/autoformazione prevedono:
q stimolazione dei processi formativi dei volontari, con la partecipazione ai momenti di progettualità e di verifica q contatti e raccordi con DD.SS. locali, Associazioni del privato sociale, Enti e istituzioni pubbliche e private q raccordi con Associazione Nazionale per confronto su metodi, procedure, processi e risultati
Durata e modalità di attuazione:
La formazione/autoformazione sarà attivata durante l’intero percorso, soprattutto nei momenti progettuali e di verifica in itinere e finale, sia dell’esperienza in atto presso la Sezione che in quella in rete con altre realtà locali e nazionali.
Contenuti: q La cultura dell’ handicap territoriale e nazionale q realtà e contesti della disabilità q le principali esperienze e sperimentazioni in rete sulla progettualità riferita ai disabili q sperimentazione di modelli e procedure
Connessione con soggetti pubblici e privati Essendo i contenuti stessi della formazione-autoformazione incentrati sul rapporto con i membri esterni del progetto in rete, il responsabile avrà rapporti continuativi con tutti i soggetti citati.
Risorse finanziarie investite: Le spese della formazione/autoformazione del responsabile del progetto (spostamenti, viaggi, riviste specializzate, spese telefoniche e quant’altro si renda necessario) sono a carico dell’ente.
Monitoraggio e verifica dei risultati della formazione: Le verifiche saranno attivate durante tutto il percorso, con monitoraggio di attività, esperienze, risultati, modelli utilizzati e materiale prodotto risultante dai processi.
Napoli, 16.6.2003
Il rappresentante legale
dell’Ente
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